lifestyle, racconti

Game of Wedding! Il mio matrimonio fra cronache, consigli e riflessioni.

Quando con Mary abbiamo deciso di aprire Bruchette, uno dei primi articoli che avrei voluto inserire nel nostro piano editoriale era senza dubbio quello legato al mio matrimonio. Sì perché faccio parte di quella schiera di donzelle che, non mi vergogno nel dirlo, da quando è ragazzina sogna di organizzare il matrimonio perfetto!

Per sentirsi una principessa? Macché, piuttosto per dare sfogo il mio delirio di organizzazione!

Inizialmente avevo pensato di scrivere un articolo sulle mie nozze in stile 6 semplici regole per un brunch perfetto. Ma come impostarlo rispetto al tema matrimonio? Per giorni ho pensato, ripensato, mandato infiniti messaggi vocali a Maria Chiara…Poi alla fine mi sono detta: io non sono una wedding planner, né vorrei creare un articolo scritto come se lo fossi, del tipo L’agenda perfetta per la sposa perfetta.

A differenza di brunch cene e festicciole, di matrimonio io ne ho organizzato uno solo, il mio! Sì, potrei scrivere i passi che ho seguito per organizzarlo…ma un evento del genere porta con sé aneddoti, situazioni emozionanti, ma anche tensioni e litigi…E allora?

E allora oggi vi racconto, semplicemente, la preparazione del mio matrimonio: dalla proposta al sì, fra scelte corrette e scorrette, cose che rifarei e decisioni che oggi non riprenderei. Un articolo che è anche una pagina di diario e che forse, potrà ispirare qualche ragazza che proprio ieri ha ricevuto la proposta!

Partiamo da principio allora!

Un inchino, un anello, una domanda. La sera del 9 Ottobre del 2015 Francesco, mio ragazzo da quattro anni, mi ha chiesto di diventare sua moglie. Io ho accettato e i preparativi sono iniziati il 10 Ottobre alle 9.00 di mattina.

Nozze A.S.A.P.

Sapevo che la maggior parte dei matrimoni si organizzano in tempi che vanno dai sei mesi all’anno o più. Non mi piaceva affatto l’idea di dovere attendere così tanto, io, che sono un’impaziente di natura.

E invece, per mia fortuna e necessità, mi sono trovata nella situazione di dover organizzare il matrimonio in poco tempo, meno di 4 mesi, stabilendo come data delle nozze il 6 febbraio 2016. Del resto, prima avessimo convolato a nozze, prima avrei potuto fare i bagagli e raggiungere Francesco a Doha. E dopo quasi un anno di relazione a distanza (vivevo a Milano da Gennaio 2015), non volevo aspettare ancora.

Comunque le nozze sono avvenute, e tutto è andato per il verso giusto. Vorrei quindi sfatare un mito: no, non serve necessariamente un’era geologica per organizzare un matrimonio e sì, è possibile organizzarlo anche in 4 mesi! E’ chiaro che ciò comporta organizzazione, chiarezza di idee e flessibilità!

Certamente siamo dovuti scendere a compromessi: ci sarebbe piaciuto tanto sposarci a Settembre al mare a Santa Marinella, un luogo importante e ricco di ricordi; io avrei voluto indossare un abito di chiffon, fresco e leggero… Ma alla fine, siamo stati comunque felici di sposarci d’inverno, sia perché ci piace fare sempre le cose un po’ “al contrario”, sia perché una data invernale avrebbe portato con sé alcuni vantaggi, primo fra tutti, non doversi preoccupare troppo per la pioggia e per il freddo. Il ricevimento sarebbe stato inevitabilmente al chiuso e fin dall’inizio avevo messo in conto di comprare un bell’ombrellino trasparente. Poi alla fine, alla faccia delle gufate, abbiamo beccato una giornata limpida, soleggiata e neanche troppo fredda…

Abito da sposa cercasi…sì ma rapidamente!

Ma torniamo ad Ottobre: come vi dicevo, dopo la proposta la macchina matrimoniale si è messa subito in movimento: appurati immediatamente i tempi necessari per le pratiche burocratiche e concordata la data con chiesa e location, i primi due impegni messi in agenda sono state le partecipazioni e l’abito.

Sulle partecipazioni la scelta è stata facile: da designer avrei potuto progettarle da me, ma invece, amando l’idea di un matrimonio classico e un po’  “vecchio stile”, mi sono affidata a Pineider, un’istituzione in ambito tipografico.

Ma parliamo dell’abito, cruccio e delizia per molte ragazze. Se per i tempi di preparazione del matrimonio ho voluto sfatare in parte il mito dei tempi biblici, per l’abito confermo invece che quel che si dice è vero: spesso e volentieri l’abito dei nostri sogni non corrisponde minimamente a quello di cui ci innamoreremo!

Come vi dicevo, il mio sogno era da sempre un abito in chiffon, gonna a campana ma non troppo, bustino a vita alta plissettato, scollo a cuore. Anche se sapevo che non sarebbe stato molto adatto alla stagione non mi importava, io lo volevo così. Tuttavia un conto è sapere cosa si vuole e magari anche trovare la foto del modello su Pinterest, un conto è trovare l’atelier che faccia al tuo caso.

Schermata 2019-02-14 alle 14.35.08
Il modello d’abito che avrei voluto

Ora, vivendo a Roma, pensavo avrei avuto l’imbarazzo della scelta in tema atelier. Invece la ricerca della firma giusta, prima che dell’abito non è stata semplice. Infatti molti atelier seguono un proprio stile e per me c’erano sempre troppi lustrini, troppe balze, troppi pizzi. Così ho preferito iniziare da un plurimarca (per intenderci gli atelier che trattano diversi grandi marchi come Pronovias ) sia per la varietà di abiti offerta, sia per capire se effettivamente quel modello che avevo in mente fosse proprio quello giusto per me!

Non lo era. Affatto.

Arrivata all’appuntamento con le idee chiarissime, la mia sicurezza è svanita del tutto quando ho iniziato a provare quegli abiti bianchi, che più che una sposa mi facevano sembrare una bambina pronta per la prima comunione.
Con rassegnazione inizio quindi a provare tutto quello che il mercato degli abiti da sposa offre, tutto, gonne a meringa incluse.
Tutto, tranne la sirena. Eh no, la sirena proprio no, mica dovevo andare sul Red Carpet. Mica potevo fare la sexy al matrimonio.
Mi ricordavo le tipe su “Abito da sposa cercasi” che chiedevano l’abito a sirena, dichiaratamente per essere sexy.

– “Che coatte” – Pensavo
– “Ma te pare” –  Pensavo
(per rendere l’idea del mio sdegno ci tengo a dare enfasi all’esclamazione in romano)

Alla fine, ma solo alla fine, provo un abito meno canonico, dritto e scivolato.
Bello. Mi dona. Non sembro una dodicenne.

Arriva dunque la fase dell’accettazione: gli abiti da matrimonio classici non ti stanno bene, arrenditi, il tuo abito sarà dritto.

Sono, anche se con un filo di amarezza, abbastanza convinta. Ci stiamo avvicinando ma l’abito che indosso non è ancora quello giusto. Sì, perché è bello, ma è…Anonimo. Se fosse colorato, penso, sarebbe un normale abito da sera.

Alla fine decido di orientarmi verso un altro atelier, e spulciando su internet ne trovo uno in Via Flaminia che sembra essere quello giusto: vestiti semplici, classici, forse un po’ rigidi, ma decido comunque di prendere un appuntamento, che mi viene dato il pomeriggio stesso.
Arrivata al nuovo atelier, dopo molte altre prove, di nuovo di abiti classici (questa volta anche di maggior livello sartoriale) confermo il verdetto della mattina cioè che il classico abito A-line, su di me non funziona.
La ragazza che mi segue, che fin da subito mi aveva suggerito di provare almeno un abito a sirena, insiste su questo modello. Alla fine cedo: mi fa provare un abito a sirena in pizzo chantilly e mikado, una bellissima seta semi rigida di cui ignoravo l’esistenza. 

Arrivo allo specchio:
E’ lui.
Semplice, elegante, femminile senza essere volgare, ma soprattutto da Sposa.

Lo arricchisco con un bellissimo velo lungo e faccio solo accorciare un po’ lo strascico, che comunque decido di mantenere.

Che meraviglia! La pratica vestito è conclusa in meno di 24 ore!
Per chi come me non ama lo shopping questo è un traguardo.

Vista questa esperienza cosa consiglierei oggi ad una ragazza alla ricerca dell’abito giusto? Consiglierei di andare con le idee chiare ( Pinterest, Pinterest, Pinterest!) ma di aprirsi a più opzioni, ma anche fidarsi di chi lavora in atelier che ha dalla sua parte professionalità e “occhio”.
In ultimo, cercate di non farvi accompagnare dalla corte celeste: io ero con mia mamma, mia suocera e la mia migliore amica. La scelta dell’abito non può essere una scelta “popolare”, è solo e unicamente vostra. Più persone ci sono più rischiate di entrare in confusione per i mille secondo me che arriverebbero dalla “giuria”.

Avete una famiglia tutta al femminile? Beh anche io, ma questo non autorizza mia sorella, mia zia, mia cugina ecc.. a “decidere” per me. Cercare con gentile fermezza di far comprendere questo concetto non è peccato!

Trucco e parrucco

All’interno del tema “beauty” un aspetto che ho curato tantissimo sono stati i capelli. Purtroppo non ho una folta chioma, e inoltre i miei capelli sono molto fini; quindi volevo evitare di lasciarli sciolti per evitare l’effetto sconvolto a fine serata! Sempre sul mio amatissimo Pinterest ho creato quindi una bacheca di acconciature per capelli biondi di media lunghezza, facendo anche attenzione alle forme del viso della modella. Vi sembro maniacale? Sì, in realtà un po’ sui capelli lo sono perché cambiano veramente tanto il risultato finale. Vi coniglio quindi di accordarvi con il vostro parrucchiere per provare più di un’acconciatura, sciolta o raccolta.

Altro capitolo è il trucco. Su di me il classico trucco sposa “naturale” proprio non funzionava! Me ne sono fregata del mantra che la sposa debba avere un look naturale e fresco e sono andata di eyeliner nero spesso e rimmel ignorante (non ho messo la matita nera interna solo per evitare l’effetto panda in caso di fiumi di lacrime) .

Ho scelto di farmi truccare da mia sorella perché è brava, ha la mano ferma, non avrebbe insistito con mettermi 7 chili di fondotinta e soprattutto sa come normalmente mi trucco!

Pensavo fosse facile…e invece!

Il nostro matrimonio, è stato, come si dice, partecipato dai nostri genitori, il che ha voluto dire che per alcune decisioni, la parola spettava necessariamente anche a loro. Non vi nascondo che ne sono nate inevitabili tensioni e a volte discussioni. Non ho mai sentito di matrimoni, partecipati o non, privi di momenti di attrito, ma penso che la chiave per sbloccare queste situazioni sia l’unione e il fronte comune degli sposi. Essere complici e alleati in poche parole. Durante tutto il periodo organizzativo Francesco era a Doha sommerso dal lavoro, e non sempre ha potuto seguire gli sviluppi, anche negativi, del processo. Ma quando tornava a Roma molte delle matasse che si erano create a causa di incomprensioni e poca chiarezza, venivano sbrogliate grazie al fronte comune che facevamo. E’ vero che spesso il matrimonio diventa quasi più “affare” della sposa (anche se ultimamente ho sentito di molti groom-zilla) ma è importante ricordarsi che ci si sposa in due e un’organizzazione comune è il primo gradino di una vita insieme!

Pensavo fosse facile…e invece!
Parte 2

Ci sono aspetti che ho curato personalmente con piacere, altri che mi hanno annoiato a morte, altri che hanno richiesto un “effort” in più di quanto avessi stimato.
Uno degli aspetti più divertenti, ma non per questo facile, è stato creare il tableau, i libretti della messa, i conetti per il riso. Sono tutte cose che si possono tranquillamente commissionare ma il prezzo richiesto è spesso altissimo…E avendo tempo e conoscenze tecniche ho deciso di curare questi aspetti da me!

Una cosa che invece non rifarei, sono state le bomboniere-sacchetti DIY.
Non penso di aver risparmiato molto in termine di soldi, ma comunque come dice il saggio, proverbio la spesa non è valsa l’impresa: i sacchetti alla fine erano molto carini ma riempire, chiudere, infiocchettare più di 200 sacchetti di organza (grazie ancora a mamma, Vittoria, Marzia e Martina per la catena di montaggio) è stato solo immensamente noioso e reso divertente solo dal fatto che è stato fatto in compagnia!
Comunque ho imparato la lezione: al Battesimo di Livia le bomboniere le ho ordinate!

Una parte secondo me importantissima del matrimonio, sulla quale ho speso tanto tempo ma con piacere e attenzione: fiori e fotografo.
Ho girato veramente tanto alla ricerca del fiorista e del fotografo giusto perché anche se non pensavo (soprattutto per i fiori), sono due aspetti che se scelti con superficialità possono incidere in maniera pesantemente negativa sull’evento.
Una location o una chiesa possono essere già bellissime ma i fiori – e lo dico non capendoci niente di fiori – creano veramente un’atmosfera diversa! L’ho notato tanto in chiesa, dove l’ambiente è stato reso veramente caldo e accogliente dalle composizioni floreali.
E’ la seconda cosa, dopo Francesco all’altare, che mi ha colpito quando ho oltrepassato il portale della chiesa.
O forse è stata la prima? (Non me ne volere caro)

Stesso vale per il fotografo: anzi, ancor di più, prestare attenzione alla scelta di chi immortalerà i momenti più belli del vostro giorno è fondamentale. Io ne ho visti diversi e mi sono resa conto che ognuno ha il suo stile. Cercavo un fotografo “classico” e vi assicuro che ho visto delle composizioni fotografiche eccentriche che mai avrei voluto per il nostro album. Ma cercavo anche una persona discreta, senza problemi di logorrea soprattutto. Mi è capitato di visitare lo studio di un fotografo di cui mi piaceva molto lo stile, ma che parlava parlava parlava e non si spegneva più. Ho temuto per i miei ospiti e mi sono rivolta altrove.

Last but not least: Grazie pei regali (cit.)

Più che lista di nozze secondo me la dovrebbero chiamare gogna di nozze.
Dai racconti delle coppie già sposate, sapevo che il momento in cui si stampa la lista con i regali acquistati o l’estratto conto con i soldi versati per il viaggio di nozze (per noi entrambi) è sempre intenso, ricco di colpi di scena in negativo e in positivo.
Persone si dimostrano generose, altre  ti fanno esclamare “ma che davvero?”. Spesso ho notato più generosità da chi sapevo non aveva grandi mezzi piuttosto che da chi li aveva. E’ un argomento spinoso, anche brutto se volete, ma fa parte del gioco e del racconto.

Come ho sempre detto anche a Francesco (abbiamo discusso a lungo su questo aspetto) non è una questione di venialità: essere invitati ad un matrimonio non è essere invitati ad un compleanno. E’ un giorno importante per due persone e un regalo non è solo una cosa dovuta: per me è un messaggio, un gesto di educazione, la dimostrazione che a io invitato a voi coppia ci tengo.
Ho deciso di affrontare il tema regali attraverso questo racconto/riflessione perché non volevo limitarmi solamente a scrivere abbiamo fatto la lista di nozze e il conto cointestato per il viaggio e siamo stati molto contenti della scelta fatta ve la consiglio.
Come ho scritto all’inizio avrei potuto scrivere un “How to” ma ho preferito raccontare, non solo suggerire. Ci sarà tempo e cyber-spazio per approfondire eventuali aspetti dell’argomento!

Per ora, single o accoppiate, spose fresche o datate, spose to be e wannabe , spero vi sia piaciuta questa breve-lunga cronaca del primo passo della mia-nostra vita!

Alla prossima!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.