gravidanza, maternità

Gravidanza: risorse e trappole digitali

Amo molto la tecnologia e mi ritengo una ragazza “digital-friendly”. Lavoro da sempre con il computer, mi piace rimanere informata sulle ultime uscite tecnologiche e penso che, se utilizzata con criterio, la tecnologia possa essere una risorsa. E’ per questo che ho deciso di parlare oggi di un tema che accende quasi sempre molte discussioni soprattutto fra persone di generazione differenti (ma non solo): come si affronta la gravidanza ai tempi di Internet? 

8 mesi
panciona dell’ ottavo mese!

Prima di rimanere incinta ero abbastanza certa che non avrei quasi mai consultato internet per avere chiarimenti sulla gravidanza e le risposte sarebbero arrivate unicamente dal mio ginecologo.
Così, in parte, è stato: nel corso della gravidanza, ho sempre appuntato i miei dubbi, in seguito comunicati al mio medico durante le visite mensili di controllo. Ma ho scritto in parte perché la tentazione di andare su internet e cercare una piccola delucidazione a quel piccolo dubbio che ti assale (che però genera ansia titanica) c’è stata. Confesso di aver cercato qualche chiarimento, ma sottolineo chiarimento e mai risposta. Sì, perché Internet non può avere le risposte alla tua gravidanza: puoi trovare degli approfondimenti, delle linee guida generali, ma non devi mai scordarti che la gravidanza di Sara, Giulia, Rebecca, Costanza o generica donna di anni 26, 30, 35 non è la tua.
Google (e scrivo Google perché le nostre ricerche iniziano quasi sempre da lì) è uno strumento incredibile, ma, ricordatevi e ripetetevelo sempre, non ha la laurea in medicina.
Per qualsiasi dubbio, paura, incertezza di tipo medico c’è una categoria a cui rivolgersi: i dottori in medicina e chirurgia e il personale sanitario qualificato.

Oggi quindi vorrei raccontarvi la mia esperienza di gravidanza ai tempi di internet. Tuttavia, stilando la lista dei pro e contro, mi sono resa conto che dietro ogni risorsa web si può nascondere una trappola e viceversa: come spesso accade con internet, i confini sono molto sfumati e siamo noi utenti a dover tracciare una linea di demarcazione fra l’utile e l’inutile, o peggio, il dannoso.

I Forum: quando sono una trappola 

Di solito e SEO-disgraziatamente, i forum escono fra i primi risultati della ricerca, e nella preview della discussione leggiamo la domanda, quasi sempre così come l’avremmo posta noi; insomma Internet è lì che ci dice:

– “ Ehi, guarda, Giovanna 7+3 (la somma ho scoperto che indica numero di settimana più giorni di gestazione) ha proprio il tuo stesso problema. Fregatene del fatto che è un altro essere umano di cui ignori età, condizioni fisiche e stato della gravidanza… Lei infondo è come te, ha dei doloretti in basso a sinistra, 5 centimetri sotto l’ombelico. Sicuro ha quello che hai tu e sicuro le dieci risposte che ha ricevuto sono tutte scientificamente attendibili. Dai, che aspetti, apri e leggi!” –

Così leggi le risposte: c’è quella che dice di stare tranquilla perché è tutto nella norma e quella che racconta che anche lei ha cominciato con quei dolori e poi ha passato tutta la gravidanza a letto (o peggio).
Via libera alla paranoia.  
Penso che i forum possano essere un’enorme tentazione, soprattutto durante le primissime settimane di gravidanza: ricordo che nonostante andasse tutto bene e la mia ginecologa mi avesse spiegato i possibili sintomi di quelle settimane, le mie paure superavano quelle rassicurazione e la tentazione di saperne sempre di più, attraverso esperienze di altre donne, era continua.
Comunque non voglio dire che sui forum girino solo impanicatrici seriali. Per curiosità ho letto qualche forum su topic relativi a fasi della gravidanza ormai superate (vi stavate chiedendo come sapessi tutto questo eh…): magari c’è anche la ragazza che nel dare la risposta “ci ha preso”, che dà il consiglio giusto o afferma qualcosa di corretto.
Ma, appunto, ci ha preso: è statisticamente probabile che una donna in dolce attesa possa avere il tuo stesso problema. Ma non è lei o chi le replica a poterti dare la risposta che cerchi, positiva o negativa che sia. Devi alzare il telefono chiamare il tuo medico e sarà lui o lei, conoscendo la tua storia clinica e l’andamento della tua gravidanza a consigliarti per il meglio.

I Forum: quando sono una risorsa

Detto questo, i forum sono tutti da condannare? Non penso: non trovo ci sia nulla di sbagliato o dannoso nel cercare qualche testimonianza nel caso siate indecisi su due modelli di passeggino o sulla culla da acquistare. Nel corso della gravidanza ho scoperto quanto il mercato legato alla dolce attesa e alla prima infanzia sia vasto: consultare i forum può essere di grande aiuto, soprattuto se, come me, si è al primo figlio e non si conoscono altre mamme all’infuori di quelle della famiglia!
Quindi via libera ai forum che trattano topic leggeri e recensioni ( ma sempre senza prendere tutto come oro colato)!

Articoli e post: quando sono una trappola 

Passo ora ad un’altra tipologia di informazione, quella che non arriva dall’esperienza diretta di una o più gestanti, ma da articoli, post, approfondimenti di siti internet più o meno affidabili che dispensano consigli, verità, credenze sulla gravidanza.
Anche qui, ho sempre cercato di filtrare le informazioni, consultando fonti ufficiali e sicure (ad esempio siti web di ospedali o portali ufficiali, vedi quello della Leche League), sempre e solo per approfondimento: ad esempio uno dei temi che più mi ha interessato durante tutto il corso della gravidanza è stata l’alimentazione. Ricordo che soprattutto durante il primo trimestre e nella prima parte del secondo questo aspetto è stato centrale e mi sono spesso trovata a cercare informazioni riguardanti questo tema: quanto e quali alimenti mangiare? Quali bibite sono concesse e quali vietate? Come lavare efficacemente frutta e verdure? Il tema dell’alimentazione non è tuttavia meno complesso e delicato di altri, quindi non ho esitato a seguire il regime alimentare indicatomi dal mio ginecologo; niente diete fai da te su internet!

Articoli e post: quando sono una risorsa

Diete no ma ricette si! Penso che usare internet come risorsa, anche durante la gravidanza, voglia dire questo: seguire la dieta “ufficiale” e non quella di internet non significa staccare il router, ma carpire ciò che di utile internet ha da offrirci: magari non sei vegetariana ma trovi quel sito ricco di ricette a cui mai avresti pensato che si adatta perfettamente alle tue necessità del momento!
Leggere un blog incentrato sulla gravidanza non significa necessariamente trasformarsi adepti di un pensiero o venire plagiati da esso. Consultare articoli scientifici non deve essere per forza sinonimo di utilizzo di internet come strumento medico.

App per mobile: quando sono una trappola  (?)

No, il punto interrogativo fra parentesi non è una dimenticanza di revisione! Semplicemente, per la mia esperienza, non mi sento di parlare di “trappole” in caso di App per smartphone, poiché, almeno in quella che avevo io, IMamma (qui il link IOS qui Android) non ho trovato aspetti così negativa da definirli appunto “trappole”.
Metterei piuttosto in una zona grigia alcune sezioni dell’app in questione (che però ho visto presenti anche su altre app), principalmente per la relativa utilità – sempre a mio giudizio personale -: non ho mai sentito la necessità di usare, ad esempio, il conta calcetti, anzi, in ospedale mi hanno spesso detto di evitare la conta per non auto-generare ansia qualora un giorno invece di 10 ne avessi percepiti 8 (n.b. numeri puramente casuali!).
Stesso discorso vale per i diversi registri, agende, raccolte, report degli stati d’animo. Non ho mai usato questi strumenti, sia per mancanza di tempo sia perché sentivo che mi avrebbero trascinato in una sorta di dimensione “ipercontrollata”, che sommata ad alla fisiologica ansia da prima gravidanza mi avrebbe portato solo a non vivere serenamente quelle settimane.

App per mobile: quando sono una risorsa

Ho trovato invece, fin dall’inizio, molto utili alcune funzionalità: prima fra tutte il conta giorni, che calcola automaticamente la data presunta del parto e ti dice a che settimana + giorno ti trovi. Uno strumento fondamentale poiché questa informazione verrà richiesta ad ogni visita medica e il giorno stesso del parto!
Oltre al conta settimane, gli sviluppatori hanno inserito dei simpatici video animati di un minuto, per l’inizio di ogni settimana, una sorta di gravidanza in pillole: informazioni che possono essere utili e interessanti da sapere per futura mamma, sempre presentati con in tutti i condizionali del caso. Mi sono divertita molto a vederli, perché li ho sempre trovati accurati ma mai scientificamente pretenziosi. Aprirli all’inizio di una nuova settimana era quasi diventato un piccolo rito mattutino mentre facevo colazione! E devo dire che mi sono anche emozionata quando, tornata a casa dall’ospedale, ho potuto tappare sull’opzione “nascita”, che chiude il calendario della gravidanza e…ti augura tanta felicità per la tua nuova vita da mamma!
Altro strumento utile è l’elenco degli esami diviso per trimestri. Penso che l’app avesse anche una funzionalità per personalizzare questa sezione, ma io non l’ho utilizzata; ho trovato comunque molto utile questo elenco perché, anche se ovviamente non si faranno tutti gli esami elencati, se ne ha un quadro completo…The more you know!
Molto utile anche i pdf con l’elenco di tutto il necessario da portare in ospedale o clinica al momento del parto, per la futura mamma, il bebè ed, eventualmente rimangano, il papà.
Vi consiglio però di informarvi per tempo presso la struttura in cui è previsto il parto perché ogni ospedale o clinica può avere richieste diverse!

E-commerce: trappola e risorsa…Ma dopo la nascita!

Concludo parlando dei siti di e-commerce, che però potrebbero rappresentare maggiormente una trappola/risorsa dopo la nascita del bambino.
Livia è nata 8 mesi fa e la mia lista acquisti Amazon è notevole: quando internet sa che sei incinta o hai un frugoletto… Non scampi, pubblicità di e-commerce settore infanzia…Ovunque! Non cadere nella trappola dell’acquisto sfrenato e compulsivo, consiste, secondo me, nel non farsi “fregare” dalla tenerezza o la presunta e utilità di questi oggetti: io ho concluso che Livia spesso si comporta come il mio gatto Teo: è più interessata allo scatolone da cui esce il giocattolo che al giocattolo in sé. Ma soprattutto un neonato spesso ha bisogno di poche cose per divertirsi: uno degli oggetti preferiti di Livia? Un maxi cuscino rosso e nero comprato a Doha!

Dall’altra parte, il grande vantaggio e risorsa, è che online ho sempre trovato ottime offerte, e ho potuto confrontare più oggetti tramite le descrizioni dettagliate dei prodotti e le recensioni clienti. Ma anche qui mi dico sempre di stare attenta: è un attimo che, per leggere le opinioni e confrontare i prezzi…Ti ritrovi ad aver buttato una mattinata alla ricerca dell’articolo perfetto.

Prima di concludere una piccola riflessione: qualche giorno fa Livia giocava nel suo box e io ero sul divano a guardare una storia su Instagram di un’altra mamma. Mi sono detta: perché sto guardano un video di una mamma che gioca con sua figlia invece di stendermi a terra e giocare io stessa con la mia?

Ho posato il telefono, l’ho presa e ho iniziato a giocare.
Lì, nella vita reale, quella che non regge il confronto con quella virtuale.

Giocando, guardandoci negli occhi, ho sentito quel legame indissolubile…
Proprio come quando era dentro di me!

Alla prossima!

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