esperienze, lifestyle, vivere expat

Doha: la mia esperienza, il mio racconto e i ricordi di una città che porto nel cuore.

Quando ho iniziato a buttare giù idee per questo articolo mi sono trovata di fronte al seguente dilemma: parlare dell’esperienza in Qatar in un’ottica di racconto o come una guida? Alla fine dopo lunghe riflessioni, ho optato per una mix fra queste due vie e ho scelto di parlare attraverso un racconto fotografico.

Un po’ come quando torni da un viaggio e mostri le foto ad amici e parenti: racconti quegli scatti, quella giornata o quel luogo; mi piace pensare che mentre fai questo, stai regalando al tuo interlocutore spunti di riflessione e preziose informazioni, che potrà utilizzare qualora sceglierà anche lui di intraprendere quel viaggio! E allora questo articolo può essere una piccola guida per chi decide di partire per un viaggio diverso, per chi ha ricevuto un’offerta di lavoro e non è ancora sicuro/a di partire, per quelle mamme il cui marito ha avuto un’offerta di lavoro e non sanno se iniziare una nuova vita con i propri bambini in un luogo tanto particolare. O semplicemente per chi, come me, ama leggere, parlare e ascoltare esperienze, brevi o lunghe che siano, in luoghi più o meno lontani da casa!

Prima di iniziare, una piccola, ma doverosa premessa: non è mio intento in questo articolo esprime opinioni di carattere socio-culturale o politico. Il giudizio espresso si basa solo ed esclusivamente sull’esperienza personale!

Partiamo dal principio, con un primo riferimento temporale: ho vissuto in Qatar con mio marito Francesco dal 9 Febbraio 2016 al 22 Dicembre 2017. Un tempo relativamente ma che ha avuto un impatto decisivo sulla nostra vita: a Doha abbiamo iniziato la nostra vita insieme da moglie e marito, e a Doha ho iniziato la gravidanza.
Secondo riferimento, geo-politico: magari saprete già tutti cos’è e dov’è il Qatar, ma prima di trasferirmi, quando alle persone dicevo che sarei andata a Doha, lo scambio era il seguente:

Caso 1 – frequentissimo
– “Ah vai a Doha. E’ Dubai, vero? ”-
– “ No amico, é come se avessi appena detto: Ah vai a Roma? E’ Parigi vero? ”

Caso 2 – abbastanza raro, ma mi è successo più di una volta

– “Ah via a Goa? Bello, ci è andato mio cugino/cognato/amico fraterno/amico di un amico  in vacanza!” –
– “No vado a Doha in Qatar, non Goa, India…

Caso 3 – stranamente frequente
– “ Ah vai a Doha? Ci vive mio cugino/cognato/amico fraterno/amico di un amico! ”
– “ Ma quanti italiani sono emigrati a Doha negli ultimi dieci anni??? ”

Quindi, giusto per dare due coordinate geo-politiche: Doha è la capitale del Qatar, una piccola penisola che fa parte della più grande penisola arabica. E’ un Emirato, su cui regna appunto, un Emiro. Anche Dubai è un Emirato (con il suo Emiro) ma fa parte degli Emirati Arabi Uniti. In poche parole: il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti sono due stati diversi, come dire Italia e Francia all’interno della realtà Europea.

noi in aereo
Noi verso Doha 9 Febbraio 2016

Iniziamo il nostro viaggio!

Eccoci, a tre giorni dalle nozze, sull’aereo che ci porterà nella nostra nuova casa. Emozione, paura, eccitazione. Mi sembra ieri che scattavamo questo selfie, invece a Febbraio saranno tre anni…Ma non perdiamoci in sentimentalismi, giù con le domande!

Come si vive a Doha?

La risposta a questa domanda può essere quasi sempre solo personale. Non ho mai sentito pareri univoci sulla vita a Doha, anche perché dipende molto dalle condizioni in cui ti sei trasferito. Nel nostro caso la società, italiana, per cui lavora Francesco ha coperto spese di viaggio, alloggio, auto e uno stipendio, più alto rispetto a quello italiano. E’ un tipo di trattamento che ho trovato abbastanza comune con differenze fra azienda e azienda (straniere o locali). Il tenore di vita quindi dipende molto dalle condizioni offerte in partenza.

doha by night
West Bay, la zona dei grattacieli di notte


Dove vivono gli expat a Doha?

Dipende, anche qui, sia dalla possibilità economica, sia dal tipo di abitazione desiderata. L’alloggio nel nostro caso era un appartamento in una delle torri di The Pearl. The Pearl è una grande isola artificiale dove sorgono alcuni “quartieri” (il nostro si chiamava Porto Arabia). Una zona prettamente residenziale servita da piccoli supermercati, negozi (spesso molto cari!), e ristoranti di ogni genere. Un microcosmo abitato a maggioranza da expat. Anche se molto cara e meno conveniente di altre zone, non avrei vissuto in altro luogo, data la qualità e la quantità dei sevizi offerti. Non avendo avuto Livia in Qatar non posso dare un’opinione personale su come può essere vivere con un bimbo a The Pearl, ma una cosa me la ricordo bene: l’invasione di passeggini e di bimbi dopo le 17.00! Insomma, se dovessi tornare a Doha non ci penserei due volte a tornare a vivere The Pearl!

Molti expat però vivono anche nei compound, complessi residenziali più o meno lussuosi sparsi per la città, formati da villette o piccole palazzine. E’ molto diverso dal vivere a The Pearl, soprattutto in termini di confusione; l’impressione che ho avuto è quella di una scelta abitativa che si fa dopo qualche anno di vita a Doha, quando si entra in una routine diversa da quella del novello expat, che invece spesso a The Pearl si trova molto bene (proprio come noi!) per la possibilità di incontrare tante persone, provare ristoranti e fare un po’ più di vita “mondana”.

 

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Puoi girare da sola? Devi coprirti con il velo? Puoi guidare? Come ti devi vestire?

Cercherò di essere concisa in questa risposta, che solleva questioni spinose (e questo blog non è il luogo dove affrontarle!). Sì, potevo girare da sola, no non dovevo coprirmi con il velo (se non nel caso di una visita turistica alla Grande Moschea di Doha), sì potevo guidare, ma, da romana, me lo sono risparmiata volentieri e prendevo il taxi o uber.
Per quanto riguarda l’abbigliamento, la parola d’ordine è sobrietà: niente cosce di fuori, niente scollature vertiginose o canottiere semi-nude. Eccezioni: The Pearl, dove c’è maggiore tolleranza (no, non ho mai indossato il burqini) e gli hotel (tipo Sheraton, Hilton ecc..) dove ho visto tipe girare con vestitini molto, molto succinti.
Non che in Italia vada in giro scosciata o particolarmente scollata, ma ho colto l’occasione per rifarmi un po’ il guardaroba e provare nuovi look, ampiamente documentati durante la nostra permanenza a Doha…Nello slide show una selezione!

 

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Cosa facevate nel tempo libero?

Nei primi tempi, soprattutto, non sapevamo che fare se non andare negli immensi centri commerciali, ma non essendo shopping-maniaci dopo poco ci annoiavamo.
La realtà è che i “passatempi”  a Doha sono spesso molto diversi da quelli che possiamo avere nelle nostre città: sì perché a Roma non organizzi continuamente barbecue nell’amenity floor del tuo palazzo, visto che l’amenity floor spesso non c’è, e, soprattutto, in Italia non è perennemente primavera-estate . Difficilmente vai al moto GP o alle gare di equitazioni. Raramente ti avventuri nel deserto campeggiando in riva al mare. E soprattutto è molto, molto improbabile che a Roma tu possa assistere ad una gara di falconeria.

west bay
Una gita-lezione in barca a vela vista West Bay

E’ vero che la città che non offre moltissime attrazioni,  ma io non mi sono mai stancata di esplorare il Souq Waqif (lì mi sentivo veramente in Medio Oriente!), entrare al MIA (Museum of Islamic Art) per ammirarne la collezione e l’architettura, passeggiare o andare in monopattino sulla passeggiata della Corniche, o sotto i modernissimi grattacieli di West Bay.
Uno dei posti più carini della città è il Katara Cultural Village, un grande area dedicata alle arti e alla cultura che spesso accoglieva anche eventi folkloristici, ma anche mostre particolari, e soprattutto eventi per famiglie. Immancabili ristoranti e bar tutti curatissimi e di ottima qualità.

 

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Infine, lavorando da remoto, di tempo a mia disposizione ne avevo molto: ne ho approfittato per ampliare il mio bagaglio di conoscenze artistiche, fondamentali per il mio lavoro: ho fatto ceramica, incisione, gioiello, ho persino partecipato a qualche lezione di disegno dei complicatissimi arabic pattern! 

 

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Un capitolo a parte sono gli hotel: quando Francesco (che è arrivato a Doha a Maggio del 2015) mi diceva che andava al Ritz a prendersi una birra non capivo se fosse matto o mi prendesse in giro. Poi ho scoperto che i grandi alberghi, proprio come il Ritz, offrono sì ristoranti di super-lusso, ma anche comuni American bar, pub e ristoranti, a prezzi più o meno accessibili.
Nella maggior parte degli hotel il venerdì (che equivale alla nostra domenica) vengono organizzati i brunch dove pagando una quota mangi – di tutto e di più- e puoi scegliere se bere alcol no-limits o scegliere formule che includono solo soft drink. Una giornata divertente (molto divertente) con amici e colleghi spesso coronata da una serata di relax nella piscina condominiale!

Come si mangia in Qatar? Com’è la cucina araba? Come sono i ristoranti?

Uno dei mie argomenti preferiti! Io e Francesco siamo due buone forchette e quando siamo partiti mai avrei pensato di rimanere tanto entusiasta dell’offerta gastronomica locale . Andiamo con ordine: spesa e cucina. Come la maggior parte degli expat, la nostra spesa veniva principalmente fatta al Carrefour, ma anche nei supermercati locali. In entrambi i casi i prodotti erano di buona qualità: abbiamo puntato quelli locali, soprattutto sul pesce, spesso più conveniente rispetto alla carne (quasi sempre di provenienza australiana e neozelandese). Immancabile sulla nostra tavola prodotti mediorientali come pane arabo, hummus, labneh, (un formaggio-yogurt cremoso di origine libanese).
Scrivo prodotti mediorientali e non propriamente “locali” perché la cucina locale è ricca di contaminazioni, sopratutto libanesi: la cucina libanese è in Medio Oriente un po’ come quella italiana in Occidente: buonissima, variegata, e soprattutto riproposta e rivisita, per fortuna, quasi sempre bene! Una delle esperienze più belle e autentiche durante la nostra permanenza a Doha è stata la partecipazione agli Iftar, il pasto serale che interrompe il digiuno giornaliero durante il mese islamico del Ramadan (ovviamente digiuno per coloro di fede islamica non per noi!): un tripudio di banchetti soprattutto di cucina locale, mediorientale e asiatica, in un atmosfera unica.

 

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Oltre alla cucina mediorientale, che abbiamo amato perché mai stucchevole e non troppo lontana dai gusti occidentali, è diffusissima la cucina indiana e ovviamente quella italiana, motivo per cui non è difficile trovare prodotti di buona qualità come, per esempi, la burrata! Dalla tradizione indiana arriva, ad esempio, il Karak tea (tè nero aromatizzato con spezie, latte e zucchero), che però è diventata una bevanda quasi “nazionale”, per cui avevo sviluppato una vera e propria dipendenza!
E i ristoranti Italiani? Tanti e, i più famosi, gestiti da italiani, di ottimo livello. Prezzi? Alti ma non esageratamente alti. L’elemento che fa lievitare i costi nei ristoranti è l’alcol. Sull’alcol una breve precisazione: si trova negli alberghi ma non nei supermercati, a parte in un unico supermercato dove possono accedere solo gli expat con residenza (cioè chi viveva come noi in pianta stabile) e che vende solo alcolici e….carne di maiale! (ricordiamoci che siamo in un paese musulmano e il maiale è off-limits).
Certamente quando tornavamo in Italia una mangiata seria di affettati non ce la toglieva nessuno…Ma diciamo che siamo sopravvissuti bene comunque alla mancanza si salame e mortadella!

Ma alla fine, ti è piaciuto vivere a Doha? Ci torneresti?
E’ trascorso un anno dal nostro ritorno: sono passata dal “basta non ce la facevo più di vivere a Doha” al “Quanto sento la mancanza di Doha, e della nostra vita laggiù”.
Oggi guardo indietro e sempre più mi rendo conto di quanto siamo stati fortunati a vivere un’esperienza del genere: per quello che ci ha permesso di costruire, per quello che ci ha lasciato dentro. Come ogni luogo ha i suoi pro e i suoi contro. E tante volte ho invidiato mia sorella che vive a Londra o mio cognato che vive in Germania. Ma quando un’esperienza termina e metti sul piatto della bilancia aspetti positivi e negativi e i primi offuscano i secondi…Allora la risposta alla domanda può essere solo, sì mi è piaciuto vivere a Doha e sì, tornerei.

noi al katara
Una delle nostre ultime foto prima di tornare in Italia!

Dedico questo lungo articolo a mio marito, alla sua tenacia e al suo coraggio e a tutte quelle incredibili persone che ho conosciuto in Qatar, e che non dimenticherò mai.

Alla prossima!

 

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